Alessandro Zonfrilli: ingegnere o fotografo?

Alessandro Zonfrilli: ingegnere o fotografo?

Come si può investire in una passione per affrontare l’incertezza del presente e lo spettro di una precarietà futura? Alessandro Zonfrilli, 25 anni, romano, appassionato di fotografia da quando era adolescente, ci racconta la sua esperienza e di quella prima macchina fotografica che un giorno suo padre gli passò… E del perché, mentre studia ancora Ingegneria Energetica, ha scelto di creare la PsdStudio insieme a Piersaverio Pizzichemi e Alessandro Siccardi…

Alessandro Zonfrilli

Alessandro Zonfrilli

Ciao, Alessandro, partiamo dal tuo presente per raccontarci la tua storia: di cosa ti occupi in questo momento?
Mi divido tra lo studio e il lavoro. Conto di laurearmi a ottobre di quest’anno in Ingegneria Energetica, dopodiché dovrò scegliere se fare un Master o intraprendere un percorso di specializzazione. Me lo obbligano gli studi universitari che purtroppo mi hanno dato solo conoscenze teoriche, nulla di pratico per inserirmi direttamente in un contesto organizzativo o aziendale. È la realtà del sistema universitario in Italia, anche di Tor Vergata, che vivo sulla mia pelle come tanti giovani che vogliono laurearsi. Contemporaneamente lavoro come fotografo e video maker nella società PsdStudio che ho messo su nel 2013 insieme ai miei amici Piersaverio e Alessandro.

Perché hai deciso di creare questa società mentre stavi ancora studiando ingegneria?
A dire il vero, due anni fa io già facevo quello che avrei voluto fare da quando ero ragazzo: scattare fotografie come un professionista. A quindici anni ebbi in regalo da mio padre la sua macchinetta fotografica. Era un’analogica, degli anni ’70, quella con i rollini, per intenderci. Non saprei dire oggi quanto tempo, ore, mesi, anni abbia trascorso scattando e sviluppando foto. So solo che era diventata la mia ossessione. Acquistavo riviste specializzate per scoprire le tecniche, conoscere i segreti dei fotografi, ho studiato tutto quello che c’era da studiare e poi scattavo e sviluppavo, correggevo i miei errori, sperimentavo. Poi a diciotto anni sono riuscito a regalarmi una macchina digitale, una reflex, dalla quale non mi separavo mai, ci dormivo perfino insieme.

La Luce di Alessandro - A. Zonfrilli

La Luce di Alessandro – A. Zonfrilli

E quali fotografie scattavi?
Di tutto. Mi chiamavano per matrimoni, cresime, feste di diciott’anni, reportage per privati, professionisti. Accettavo di tutto perché volevo scoprire quali fossero i confini tra la mia passione e i miei limiti, le mie possibilità, la capacità di essere un vero fotografo. Al tempo stesso continuavo a studiare le tecniche più sofisticate, la storia della fotografia, i grandi fotografi, soprattutto reporter. Studiavo facendo esperienza, senza emulare nessuno, ma cercando il mio personale linguaggio, il mio stile, con curiosità e autocritica.

Torniamo a quando hai deciso di investire in una società con i tuoi amici…
È avvenuto per necessità. Per lavorare come fotografo professionista avevo bisogno di fatturare, ma al tempo stesso non volevo interrompere il mio percorso universitario. Creare la PsdStudio è stata per me una specie di epifania, mi ha costretto ad assumermi la responsabilità e le responsabilità che portano con sé gli investimenti economici, il lavoro, i clienti.

Logo PsdStudio

.

Di cosa vi occupate nella PsdStudio?
Di fotografia, video e arti visive. Per me il passaggio ai video è stato naturale, poiché questo altro non è che la successione di una miriade di “scatti”. Ma soprattutto è stata l’occasione per mettere a frutto tutte le cose che ho sperimentato, studiato, compresa l’ingegneria.

Qual è stato il vostro primo lavoro?
La mostra “Citazione còlta” dell’artista Federica Giglio a Milano, nell’estate del 2014, curata da Vittorio Sgarbi, sua sorella e Furio ColomboDovevamo produrre fotografie e un video che riprendesse la crescita di un melo bonsai. Per questo primo lavoro sono state utili tutte le cose che ho studiato nella mia vita, compresi gli studi in ingegneria energetica per trovare soluzioni geniali per lo stop-motion (un’animazione creata con una miriade di foto), durato circa sei mesi e dopo che il primo alberello di melo era appassito!

Chi sono i vostri clienti?
Intanto ci sorprende il fatto che il lavoro ci arrivi attraverso diversi canali, dal passaparola alla stima che hanno per noi professionisti con i quali collaboriamo. Abbiamo lavorato per note aziende o prodotti, per esempio Tisanoreica, Guna spa, OmniAuto per citare alcuni nomi. Di recente per Postepay abbiamo realizzato il video Buon compleanno Postpay 10 anni (n.r. lo puoi vedere nello spazio del sito Videiamo). Ci chiamano per eventi, campagne di comunicazione, ma anche per la formazione esperienziale nelle aule, come fa la società di consulenza HXO di Roma. Mi affascinano i suoi progetti nelle aule e quando sono lì per fare il mio lavoro di fotografo e operatore video oppure per uno spot training, a volte intervengo come se fossi anch’io un partecipante! Mi piace come lavorano questi docenti psicologi. Sarà che forse psicologia è la facoltà che avrei fatto se non avessi scelto ingegneria…

Letizia Casta-Postproduzione di Mirko Zeppieri Ph by R. Ghilardi

Letizia Casta – Foto R. Ghilardi, Postprod. Mirko Zeppieri

Come vi promuovete nel web?
Abbiamo un sito, ma purtroppo non ci dedichiamo molto tempo perché siamo sommersi dal lavoro. Comunque pubblichiamo nel portfolio foto e video tutto quello che realizziamo per i nostri clienti, per aggiornare chi ci segue. Ma so che dovremmo fare di più! Ci siamo proposti di farlo quando avremo le energie e la giusta concentrazione, altrimenti è meglio non fare danni.

Cosa ti piace di più nel lavoro che hai creato per te?
Per me l’aspetto più importante è che tutti questi lavori mi consentono di mettere a frutto i miei interessi, le mie passioni e gli studi che ho fatto da sempre, dal liceo classico all’università. Sono per me una sfida continua. Un esempio è il grande lavoro fatto per l’azienda di prodotti omeopatici Guna, che mi ha portato ad approfondire lo studio sulle acque… è stato fantastico!

Potremmo dire che i tuoi interessi spaziano senza confini…
È così che alimento le mie passioni, le mie esperienze. Ti cito quella che sta per concludersi: da circa quattro anni faccio parte del cast del film Il demone di Laplace di Giordano Giulivi, un progetto cinematografico geniale al quale ho partecipato con entusiasmo. Uscirà nei prossimi mesi e sono certo che se ne parlerà. Bene, questa esperienza, per me avvincente, mi ha reso evidenti i miei limiti, le mie motivazioni profonde e ho scoperto quanto mi sia più congeniale stare dietro una macchina da ripresa che davanti. Infatti, l’attore non è certo il mestiere che farò nella mia vita.

Webfood Campagna Powerade

Webfood Campagna Powerade

E cosa vedi nel tuo futuro professionale?
Ingegnere o fotografo? È la domanda che mi faccio spesso. Sono troppo incerte le possibilità che mi offre la laurea che prenderò a ottobre. Noi giovani oggi abbiamo troppe incognite dalle quali difenderci per non cadere nella frustrazione o in un pessimismo paralizzante. È per questo che ho scelto intanto di investire in una mia passione, la fotografia, anche se ingegneria energetica mi piace molto e farei molto volentieri l’ingegnere. Il resto lo scoprirò nel tempo.

Ultima domanda: cosa consiglieresti a chi vuole investire nella passione per la fotografia e diventare professionista?
In base alla mia esperienza e a quella di altri che conosco, mi sono accorto che ci sono molte persone che si demoralizzano se pensano di diventare fotografi. Credo che succeda a chi si aspetta che debba accadere qualcosa di speciale per realizzarsi, qualcosa che venga dal cielo, la chiave che sblocchi tutto, o che esista una scuola che dia uno sbocco reale in questa professione o arte, se preferiamo considerarla così. Finchè si guarda tutto in maniera teorica e si cerca solo di capire “se posso fare quello o posso fare quell’altro”, si disperdono solo energie e ci si demoralizza. Secondo me, invece, tutto deve nascere dalla persona, dagli stimoli che ha. La curiosità e la volontà, in particolare, danno quella dose indispensabile di energia che serve anche per superare tutti gli ostacoli che s’incontrano. Credo che una persona debba sperimentare tutto con fatica e sudore sulla propria pelle, anche i fallimenti, per poi arrivare a capire, effettivamente, quali sono i propri limiti, cosa può fare. Io sono dell’idea che le cose si capiscono visceralmente sbattendoci la testa. Certo, non siamo tutti uguali, ma quelli che ce l’hanno fatta ho visto che, in fondo, la pensavano come me.

Anna Maria Corposanto

Articoli che possono interessarti

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati con *

Annulla

Ultimi Post

Be Social