Anna Venere: non è solo moda per principianti

La storia di Anna Venere, trentenne di Genova, blogger di Moda per principianti è la testimonianza di come si possano creare opportunità di lavoro partendo dalle proprie passioni. Tutto comincia nel 2010: Anna è laureata in Ingegneria Civile e ha già un lavoro in un’azienda che, come tante aziende, soffre la crisi del settore edilizio. Decide di dedicare il tempo libero alla sua passione di scrivere e apre un blog; ne aveva già avuti altri, ma questo vuole dedicarlo alle domande che si poneva dall’adolescenza e per le quali anche in età adulta non aveva trovato risposte convincenti, per esempio: come scegliere i vestiti da indossare per stare bene con me stessa?
Scrivendo contenuti interessanti e scegliendo immagini originali vede aumentare lentamente, ma in modo costante, il numero dei lettori che la seguono, fino a registrare, dopo cinque anni, le recenti 370.000 visualizzazioni.
Il suo non è uno dei tanti fashion blog in rete, ma un “manuale” on line molto originale, con consigli pratici che ogni donna può seguire per valorizzare il proprio corpo e migliorare l’autostima. Nel 2013 Anna scrive e pubblica anche un libro e, grazie alla crescente attenzione e alla fiducia delle sue lettrici, diventa consulente d’immagine e formatrice, ma in fondo lei sa che alla radice delle sue passioni e del suo blog c’è anche una vocazione all’insegnamento… Ecco come ci ha raccontato la sua storia:

Anna Venere

Ciao, Anna, tutto è cominciato quando hai aperto il tuo blog “Moda per principianti”…
Sì, nel giugno del 2010. In quel periodo vivevo la precarietà del mio lavoro cercando di fare ciò che più mi gratificava, come scrivere. Avevo cominciato a pormi domande su cosa indossare, come scegliere ciò che era adatto a me, alla mia personalità, ma non trovando le risposte che volevo ho deciso: apro un blog e inizio a scrivere quello che io penso si debba indossare a seconda di come siamo fatte, con regole pratiche, al contrario di quei libri che ti dicono genericamente “tu devi trovare il tuo stile…” Avevo già deciso che avrei dato alle mie lettrici risposte semplici che si potessero applicare quotidianamente, come volevo fare per me.

Perché il nome “Moda per principianti” e quale tipo di lettrice immaginavi?
L’ho chiamato così perché pensavo a una donna più o meno della mia età, di venticinque/trent’anni, che non legge libri e riviste di moda, non segue le sfilate e magari si veste ancora come quando andava al liceo, pur avendo un lavoro. Oppure che si è sempre vestita come le amiche, ma non si piace più (anche perché le amiche hanno la forma del corpo diversa). Immaginavo donne che come me volevano scoprire come vestirsi bene senza seguire ad ogni costo la moda, ma con regole di buon senso, imparando anche a vedere i propri pregi.

Oltre alle risposte che cercavi alle tue domande, quali sono state, se ci sono state, le fonti di ispirazione per il tuo blog soprattutto per i contenuti?
Raramente traggo ispirazione dalle notizie sulla moda che circolano nei media, i contenuti partono da me, dalla mia esperienza.

Per esempio?
Io viaggio molto sull’autobus e prendo appunti. Osservo le persone come sono vestite e mi pongo la domanda “Perché è vestita così…?” Magari vedo una donna che in una giornata afosa indossa pantaloni lunghi e scarpe da ginnastica e mi chiedo “Come mai? È perché il suo lavoro glielo impone? Se il suo lavoro glielo impone, cosa potrei fare per aiutarla a vestirsi bene anche se deve mettere i pantaloni quando fa caldo?” Oppure mi chiedo se si veste così perché non si piace…

Quindi l’ispirazione per i contenuti del tuo blog ti arriva osservando la gente?
Sì, ma è un osservare con molta empatia. Cerco di risolvere i problemi che sono miei ma che forse sono anche di altre persone. Cerco di immedesimarmi in chi non ha caratteristiche fisiche come le mie e cerco soluzioni. Ormai sono anni che ho affiancato al blog la consulenza via e-mail, soprattutto per l’analisi della forma del corpo. Ricevo tante e-mail da ragazzine di dodici anni a signore di oltre sessanta e imparo a conoscere sempre più la psicologia delle donne che osservo. E i loro, i nostri, reali problemi.

Le tue osservazioni, i tuoi suggerimenti si concentrano molto sulla forma del corpo. Perché?
Sì, è così. Ovviamente la classificazione delle forme del corpo non l’ho inventata io, è nata in America e in Inghilterra negli anni ’80. Però una volta che ho scoperto le 5 forme del corpo (c’è chi ne usa quattro) ho vissuto un senso di liberazione: io, per esempio, sono una “pera” ho i fianchi larghi, ma lo sono per natura e non sono larghi perché io sia in sovrappeso. Anche dimagrendo, rimangono larghi. Riconoscere e accettare la forma naturale del mio corpo mi ha liberata da un senso di colpa che vivevo da sempre. E soprattutto ho iniziato ad accorgermi dei miei pregi, ho scoperto che se ci sono degli abiti che mi stanno male – e ce ne sono – è così anche per le altre forme del corpo, diverse dal mio.Oggi si pensa ancora ossessivamente alla forma fisica…
Sì, ma non è vero quello che ci vendono: più magra sei e più sei felice. Purtroppo ce lo vendono molto bene e contrastare questo condizionamento è quasi una battaglia contro i mulini a vento. Però piano piano diverse conquiste sono possibili e molte donne stanno cominciando a cambiare idea.

È l’annoso problema dello stereotipo che si vuole imporre come modello da seguire?
Sì, e inoltre non ci si rende conto che anche lo stereotipo negli anni cambia e, quindi, se cambia vuol dire che non è una verità assoluta. Per esempio, negli anni ’50 andava di moda la donna formosa e le pubblicità di allora dicevano: Sei troppo magra per andare in spiaggia? Oggi dicono esattamente il contrario, ed è frutto di condizionamenti che noi donne cresciute negli anni ottanta abbiamo subìto da messaggi pubblicitari, programmi televisivi come “Non è la Rai” e che abbiamo assimilato sin dall’infanzia e giovinezza.

Quindi quello che tu porti avanti si potrebbe definire una “resistenza ai luoghi comuni”?
Esatto. Anche io, per carità ho i miei preconcetti, però cerco sempre di vedere le cose, qualsiasi cosa, da un altro punto di vista. Anche per argomenti che con la moda non hanno a che fare, ma riguardano comunque la donna e su come vive il suo aspetto.

Anna Venere

Che risultati hai raggiunto per il tuo blog dal 2010 a oggi?
La crescita del mio blog è stata lenta ma costante. Non ho mai fatto pubblicità. Uso uno pseudonimo e per un anno non ho mai mostrato mie foto, quindi i miei amici non mi leggevano. Ho dovuto guadagnarmi tutto con i contenuti, poiché il mio blog non è fondato su foto e immagini, anche se ovviamente le utilizzo. Il successo è avvenuto attraverso il passaparola che le lettrici hanno fatto consigliando il mio blog ad altre amiche e così via. Al momento registro 370.000 visualizzazioni al mese e sono felice di constatare che sono sempre in crescita

Come si differenzia il tuo blog da quello di altre fashion blogger?

Gli americani lo spiegano bene utilizzando il temine oufit-blogger: sono blogger che pubblicano principalmente foto dei loro look, utilizzando alcune più testo che altre. Sono utili per vedere come la moda può essere vissuta da persone comuni, che magari non hanno una possibilità economica illimitata. Io ne consiglio molte sul mio blog, soprattutto per far notare come a seconda della forma del corpo di ciascuna gli abiti cadano in modo diverso. Poi ci sono blogger che scrivono di moda, quindi danno notizie su ciò che è di tendenza o analizzano uno stile dando la loro opinione. Io mi inserisco più nel secondo gruppo, ma invece che occuparmi delle tendenze costruisco un “manuale” on line, con consigli pratici che ogni donna può seguire, fare propri per valorizzare le caratteristiche fisiche personali. Questo è il mio obiettivo.

Dove vorresti arrivare con il tuo blog?
Bella domanda! Me la sto facendo in questo periodo… Io non volevo arrivare da nessuna parte. Non pensavo, per esempio, che avrei scritto un libro, che sarei diventata consulente d’immagine, che avrei fatto corsi a commesse per una grande azienda… Per me sono tutte scoperte straordinarie che ho fatto attraverso l’esperienza del mio blog.

Quali sono i risultati che ti gratificano di più?
I corsi di formazione e il lavoro di consulente o, meglio, di coach per le persone che vogliono migliorare il proprio stile e sviluppare l’autostima. Ho sempre avuto la vocazione di insegnare, avrei voluto insegnare all’interno dell’Università, ma non era possibile. Oggi continuo ad avere il mio lavoro in azienda perché non posso vivere facendo solo consulenze e – anche se non è assolutamente facile – continuo a dedicare il tempo libero al blog e a scrivere libri perché mi gratifica moltissimo, mi fa sentire al massimo delle mie potenzialità.

Quali libri hai scritto finora?
Il primo è del 2013: Cosa mi metto? Piccolo manuale di moda per principianti pubblicato con la casa editrice Astraea. Il prossimo invece lo autopubblicherò su Amazon a settembre ed è una storia di quattro donne che hanno forme diverse del corpo… Non vedo l’ora di pubblicarlo! E poi ne vorrei scrivere un altro sul tema del plagio. Io sono stata copiata tanto, ma in modo clamoroso, da riviste famose, blogger, professionisti che lavorano in televisione… Storie incredibili! Vorrei con il mio libro mettere in guardia, in modo ironico, coloro che non sanno come tutelare quello che creano e coloro che credono sia normale appropriarsi di ciò che creano altri.

Cos’hai in programma per i prossimi mesi?
Intanto voglio trovare un momento di serenità per dedicarmi di più a youtube poichè porto avanti anche il mio canale… Poi voglio fare anche un po’ di restiling al mio blog e sto già seguendo corsi di web marketing e branding… Insomma, voglio continuare a migliorare quello che ho già iniziato da tempo.

Ultima domanda, Anna: cosa scopre una donna quando l’aiuti trovare il suo stile?
I suoi pregi da valorizzare e i suoi limiti da accettare. Non è detto che sia obbligatorio piacersi al cento per cento, perchè ciò che più conta è alleggerirsi della zavorra che ci carichiamo addosso quando vediamo solo i nostri difetti. Una volta raggiunta la sicurezza del proprio valore anche le critiche, le prese in giro pesano meno, perché non metti più in discussione te stessa. Alla fine si parla di moda, sì, ma in fondo a tutto c’è l’autostima e il piacere di accettare ogni parte di sé.

(Le immagini sono tratte dal blog di Anna Venere)

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