Creare un coworking e “fare rete”

Il fenomeno è ormai familiare e conosciuto nelle grandi città italiane, ma partiamo dalle origini: nel 2005 Brad Neuberg, programmatore informatico californiano, creò il San Francisco Coworking Space per condividere locali e servizi con altri professionisti e freelance che non potevano permettersi un ufficio e spazi di lavoro propri. Ma il coworking – che letteralmente vuol dire “lavorare insieme” – non è solo condivisione di ambienti, è anche e soprattutto opportunità di incontro per creare sinergie e “fare rete” (per avvicinarci alla traduzione inglese di networking).

L’esperienza californiana si è estesa dagli Stati Uniti all’Europa in brevissimo tempo; oggi esistono anche social network – come il nomadwork – dedicati a chi offre o cerca spazi in coworking.

Dal 2008 sono cominciate le prime esperienze di coworking anche in Italia e dal 2012 è un fenomeno in continua espansione. Dagli inizi del 2013, grazie alla Legge 221/2012 a favore delle Startup Innovative, stanno proliferando anche ambienti coworking legati alle realtà delle start-up. Il fenomeno è entrato anche nelle realtà aziendali, dove nascono coworking che, invece di ospitare un singolo professionista, danno spazio a intere aziende.

Per aprire uno spazio di coworking bisogna rispettare alcuni requisiti normativi, tra i quali:
– garantire ambienti con destinazione adeguata d’uso ufficio;
– definire un contratto di utilizzo delle postazioni (non si possono destinare a sedi legali);
– essere in conformità alle normative di sicurezza negli ambienti di lavoro (Legge n.81/2008);
– rispettare la normativa per la privacy, il divieto di attività illecite, l’impegno a non navigare in siti illegali;
– è facoltativo, ma auspicabile, avere una polizza assicurativa per furto e infortuni, per garantire la responsabilità per eventuali danni.

Il possesso di questi requisiti, in fondo, è rassicurante anche per chi voglia affittare una postazione e le attrezzature a disposizione (dalle scrivanie, sedie, sale di riunioni ai servizi di connessione internet wi-fi e altre utenze).

In sintesi, fare coworking significa “fare rete” per creare opportunità di business, facilitare la collaborazione, la nascita di progetti integrati, e lo scambio di conoscenze ed esperienze. A trarne vantaggio sono i liberi professionisti e le organizzazioni aziendali che credono nei benefici della flessibilità e dell’innovazione.

Ma grazie al coworking non si condividono solo spazi di lavoro per contenere costi di gestione delle attività, ma è soprattutto un sistema per dare concretezza al valore della condivisione, del risparmio e del rispetto reciproco, in un periodo in cui ne abbiamo tutti gran bisogno.

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