Elisabetta Feruglio: la passione per il lavoro fatto bene

Elisabetta Feruglio vive a Udine ed è copywriter. Ha sempre amato la scrittura, i libri, la magia delle parole. Prima di aprire la sua agenzia Elisabetta Feruglio Copywriting ha insegnato inglese, è stata caporedattore per una casa editrice e poi copy per un’agenzia di pubblicità. Ha scritto per diverse aziende: Snaidero, Zoppas, Piazzetta, Bibione,… Per lei ogni lavoro, come scrive presentandosi nel suo sito «… è una scoperta e una nuova conoscenza, ogni giorno un’esperienza nuova vissuta con serietà e passione.» Ma quando anni fa decise di investire tutte le risorse e le energie nel creare la sua piccola azienda non fu così semplice… Ecco come lo ha raccontato in questa bella intervista.

Elisabetta Feruglio

Ciao, Elisabetta, ti ringraziamo per volerci raccontare la tua storia e quello che fai con il tuo lavoro…
Per me è un piacere testimoniare che, nonostante ci sia tanto pessimismo, è possibile crearsi un lavoro mettendo a frutto le proprie passioni.

Raccontaci di te.
Io oggi sono copywriter e lavoro prevalentemente per aziende, ma anche per professionisti. Sono un copy tradizionale – creo cataloghi, brochure, depliant quindi prodotti in cartaceo – ma lavoro anche per il web: per i miei clienti creo siti, blog e curo la comunicazione per i social network. È un lavoro molto vario che mi piace molto perché uso la scrittura e la creatività per chi me lo richiede. Il mio slogan è “scrivere per essere utile”.

Hai un’agenzia?
Non nel senso comune del termine. Ho Partita Iva, sono un artigiano e questo mi piace tantissimo perché mi sento un artigiano delle parole. Non ho il mattone e la calce ma ho tanti strumenti, le parole, per costruire.

Da quanto tempo sei copywriter?
Da otto anni. L’inizio è stato un po’ tragico, molto difficile. Ora finalmente è tutto diverso, ma ho imparato che bisogna mettercela proprio tutta per riuscirci e poi devi avere davvero tanta passione. A me ha aiutato quella per le parole, l’ho sempre avuta.

E prima di otto anni fa cosa facevi?
Partirei da quando mi sono laureata, nel 1986, in Comunicazioni Sociali alla Cattolica di Milano. Dopo la laurea sono andata in Inghilterra per un dottorato di ricerca in letteratura italiana. Sono tornata in Italia nel 1997, avevo trent’anni, e pensavo che qui mi avrebbero fatto ponti d’oro e invece… Ho cominciato a insegnare inglese nelle aziende e poi ho trovato un lavoro come coordinatrice editoriale in una casa editrice. Un lavoro bellissimo! Io ero praticamente la redazione, facevo tutto da sola e l’ho fatto per dieci anni. Poi ho dovuto cambiare e ho lavorato per due anni in un’agenzia pubblicitaria come copywriter e dopo questa esperienza, nel 2007 ho aperto la mia agenzia Elisabetta Feruglio Copywriting.

Perché hai abbandonato il lavoro nell’agenzia pubblicitaria?
Sentivo che non era più adatto a me. A me piace vedere il lavoro fatto bene e che chiunque collabori si impegni a farlo bene, anche se è un piccolo lavoro. Sì, è l’amore per le cose fatte bene che mi ha spinto a cercare la strada migliore per me. E poi per me se si cambia, si cambia tutto. Non penso più al passato, mi concentro sul presente.

Dicevi che gli inizi non sono stati facili…
Assolutamente. E non immaginavo che sarebbe stata così dura.

Quanto tempo è durata questa difficoltà di emergere?
Ti dirò, almeno sei anni. Quando ho aperto la mia agenzia ho dovuto studiare molto e imparare soprattutto come propormi, perché fino ad allora non lo avevo mai fatto. Ricordo che mi ero fatta fare da un amico grafico un pdf con i lavori che avevo realizzato in passato e ho cominciato a spedirlo in giro con più di 350 biglietti da visita! Non è stato facile trovare clienti, poi le cose sono cambiate quando una web agency di Padova mi ha chiamato e ho cominciato a scrivere testi anche per il web.

Quindi otto anni fa ti sei lanciata nel tuo mestiere di copywriter e poi per sei anni hai dovuto studiare e sperimentare, in attesa di risultati concreti come l’occasione che hai avuto con l’agenzia padovana?
Sì, posso dire che da due anni il mio lavoro è diventato per me una certezza. Ora guadagno, non sono straricca, ma sono soddisfatta e, soprattutto, mi diverto.

Come affronti l’aspetto economico del tuo lavoro? Quanto costa il lavoro di un copywriter?
Dipende dal lavoro. Ci sono lavori quantificabili a ore e poi ci sono i piani editoriali, per esempio; se il lavoro richiede un’esperienza specifica come organizzare le pagine di un sito, oppure anche la comunicazione sui social network si quantifica a forfait. Ci sono diverse tariffe in base al ciò che deve essere fatto. Ogni preventivo deve essere fatto a regola d’arte, con dettagli precisi su quello che si aspetta il cliente. Bisogna essere molto precisi e onesti. Io per un preventivo posso impiegare anche molto tempo.

Oltre alla professionalità, cosa fa un copywriter per creare una buona reputazione di sé, del suo lavoro?
Non improvvisare. Lavorare seriamente ed essere precisi nelle scadenze, per esempio. La precisione e la correttezza anche nei confronti del cliente è importante. C’è un mio cliente di Vicenza che ha detto: «Posso regolare il mio orologio su di te: se so che l’appuntamento è alle dieci so che alle dieci precise tu ci sei.» Possono sembrare piccole cose, ma sono soprattutto i dettagli di tante piccole cose che creano una buona reputazione.

E la creatività…?
Bèh, questo è un aspetto che mi ha sempre messo in rotta con i copywriter che puntano sempre sulla “creatività” intendendola come un lavoro bello, “creativo”. Alla creatività serve molta disciplina, metodo. Io la considero come la capacità di creare non solo un bel lavoro, ma un lavoro che funziona bene, utile e che il cliente comprende bene.

Per tua esperienza, quale tipo di lavoro oggi è più richiesto a un copywriter?
Quello di “giardiniere del sito”  che vuol dire soprattutto la gestione dei canali di comunicazione di un’azienda. Le persone che lavorano hanno poco tempo, ma sanno che è importante comunicare e avere qualcuno che, da esterno, faccia queste cose per loro. È questo un servizio che mi richiedono in tanti. I miei clienti sanno che è importante comunicare, ma anche che comunicare in modo professionale è diverso da aprire un profilo su facebook e scrivere o postare qualsiasi cosa.

Elisabetta, tu vivi a Udine ma hai clienti in diverse parti d’Italia e anche all’estero…
Sì e questo è il bello. Ho avuto anche un cliente a Bruxelles e un lavoro per una SPA svizzera… È la potenza del web, no? Con Skype si lavora benissimo…Come avviene il tuo primo contatto con un cliente?
Dipende: ci sono clienti che trovo attraverso le web agency per le quali lavoro e che mi consentono di lavorare in autonomia, altri clienti arrivano attraverso il mio sito web o la mia pagina Facebook e poi c’è il passaparola. Il mio nome ormai sta circolando bene e un’altra fonte importante sono gli eventi che propone Confartigianato che qui a Udine è molto attiva: organizza spesso incontri per le aziende, ai quali io partecipo… sono nati bei contatti di lavoro anche da qui.

E la tua vita privata come “funziona”?
Ho un marito stupendo, sono sposata da tredici anni e ho una figlia di dieci. Abbiamo tante passioni condivise, soprattutto lo sport: vela, bicicletta, andiamo a sciare… Ci divertiamo molto insieme.

In questo momento quali sono i progetti ai quali stai lavorando?
Ne ho uno bellissimo, un po’ particolare: un’azienda che crea prodotti per le pompe funebri. Hanno creato una serie di urne molto belle e bisognava dare loro un nome. L’idea era già quella di chiamare la serie “Orione” ma bisognava declinarla anche a ogni singola urna. Pensa e ripensa, mi è venuto in mente di verificare i nomi delle stelle che compongono la costellazione di Orione. Ho scoperto che ognuna di queste stelle, grazie alla sua posizione o ai miti ha un suo carattere… E così ho declinato i nomi delle urne in base alle caratteristiche delle stelle. Collegare le stelle al mondo dei defunti mi è sembrato un collegamento che infonde comunque serenità, nonostante tutto.

È un lavoro interessante, un po’ fuori dalla norma, che rende bene come lavori…
Prendo spunto da tutto, da ogni cosa, perfino dalle scritte sui muri…

Tornando al lavoro di copy: come vedi il panorama dei copywriter in Italia?
Direi che è un po’ problematico. Il copywriter di solito è stato considerato come risorsa interna di un’agenzia, mentre invece oggi è indispensabile che diventi imprenditore di se stesso, ma non solo: un copywriter oggi può essere anche un coordinatore di team di creativi.

In che senso?
Credo che una delle cose positive che ha portato la crisi sia quella che oggi si possono creare gruppi di professionisti, con specializzazioni diverse, intorno a un progetto preciso. Gruppi di lavoro ad hoc. Per esempio, io ho una mia rete di collaboratori e in base al lavoro cerco il grafico, lo stampatore, e così via. Scegliendo i più adatti si formano gruppi fantastici e sono molto più produttivi, si lavora anche meglio. In fondo, la creatività ha bisogno di fluire libera.

Ci hai raccontato il tuo passato, il tuo presente… e il tuo futuro? Come lo vedi?
A dire il vero, io lavoro sull’oggi, sono molto africana in questo. La mia piccola azienda sta crescendo sempre di più e voglio che continui così. Poi mi accorgo che di anno in anno si aggiungono nuove competenze e questo mi piace. Crescere di anno in anno mi piace moltissimo. A volte penso di mettermi in società con qualcuno quando soffro di solitudine, avere un piccolo ufficio… Ma per ora a me va bene così.

Insomma, gli inizi sono stati duri, ma poi ce l’hai fatta a creare il tuo mestiere di artigiano delle parole…
Sì. Secondo me bisogna partire dalla passione, come la mia lo è per le parole. Penso sempre che ognuna abbia il suo significato ma per come le metti insieme cambiano, ed è una magia. Realizzare il proprio sogno in un lavoro si può, e per me sai cosa è bellissimo? Essere felici la domenica sera che arrivi il lunedì. Per me il lunedì è meraviglioso, anche se lavorare per se stessi costa una grande fatica, più di quanto si pensi. Ormai sono sette anni che faccio le vacanze con il computer, lo so che c’è un costo da pagare, ma ne vale la pena. Ed è questo il messaggio positivo che mi piacerebbe diffondere a tutti.

Per conoscere Elisabetta Feruglio puoi collegarti sul suo sito, su Facebook, LinkedIn e Twitter @EFeruglio 

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