“Il tango della Vecchia Guardia” letto da Stefi Donisi

Nella nostra intervista Stefi Donisi ci ha parlato dell’ultimo libro che ha letto: Il tango della Vecchia Guardia di Arturo Pérez-Reverte, un romanzo che in Spagna due anni fa ha avuto grande successo. In Italia, invece, ha raccolto recensioni contrastanti che però concordano sulla bellezza della prima parte del romanzo, in cui Arturo Pérez-Reverte descrive in modo suggestivo ed esauriente le atmosfere autentiche del tango argentino. Stefi Donisi, fondatore de La Milonga Porteña a Napoli, ce lo racconta così:

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“In questo libro c’è molta atmosfera di quel tango che molti di noi si sono immaginati quando lo hanno conosciuto, anche se oggi non c’è più quella aria del malaffare che pervade il libro poiché oggi l’atmosfera del tango è assolutamente borghese.

Nel racconto si viene trasportati in un contesto di sobborghi dove due persone si incontrano ballando tango e vivendo situazioni ambigue, particolarmente inquietanti e talvolta violente ma la narrazione non entra mai nel trash. Queste persone si perdono e si trovano più volte in contesti e situazioni diversissime, ma sempre il loro è un amore “impossibile”, sempre non sono al posto giusto nel momento giusto…

Il libro è molto interessante anche perché permeato da una caratteristica tipica del tango che è la sensazione di non stare mai nel posto giusto. È questo probabilmente il leit motiv della tristezza di fondo che pervade il tango: io sono qui, ma questo posto non lo sento mio. È il frutto della cultura dell’emigrazione, delle persone che sono andate via per vivere meglio (o forse solo per sopravvivere) da un’altra parte, ma portano con sé la memoria dolorosa della loro casa.

Lo scrittore Arturo Pérez-Reverte

Questa tristezza è all’origine della nascita del tango che rimane nel corso dei decenni successivi fino agli anni ’30, quando Carlos Gardel diffonde il tango in Europa e nel mondo; fuori dalla sua patria però il tango perde questa sua caratteristica emozionale divenendo solo una buffa copia di se stesso, entrando nelle grandi ed elegantissime sale da ballo europee e riempiendosi di boa di piume di struzzo e pajette.

E così, il tango diventa un modo per fuggire dalla realtà nell’illusione, ed esprimere in modo appassionato l’autenticità della propria rabbia e disperazione. Oggi come allora. In Europa come in Argentina, come nel mondo.”

Il tango della Vecchia Guardia di Arturo Pérez-Reverte è stato tradotto in Italia da Bruno Arpaia. Se vuoi saperne di più e leggerlo, puoi trovare la sinossi e la biografia dell’autore nel sito della casa editrice Rizzoli.

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