La storia di Babette Brown: da blogger a editor

Babette Brown

“Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova… Vive a Roma in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile. Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico. A parte questo, risulta essere una brava persona.” È uno stralcio della presentazione che Babette Brown fa di sè nel sito della casa editrice Amarganta per la quale è Direttrice della collana Romance/Erotico. La sua storia è sorprendente: mettendo in gioco le sue passioni – lettura, scrittura e tecnologia – in soli due anni ha trasformato la sua vita professionale. Nel 2013 ha esordito nel web con il blog Babette legge per voi dedicato alla narrativa rosa: un successo che le ha dato frutti inaspettati, come lei stessa ci racconta in questa intervista schioppettante di simpatia…

Ciao, Babette, parlaci innanzitutto delle tue passioni…
Comincio dalla lettura. Il mio primo libro l’ho letto che avevo sei anni e qualche mese. Ce l’ho ancora, ma senza copertina… sono le fiabe di Madame d’Aulnoy. Da allora non ho mai smesso di leggere. Ho letto sempre, in tutti i momenti liberi. Se mia sorella giocava tre ore, io invece solo una perché nelle altre due volevo leggere. Al compleanno ricevevo libri, a Natale e Pasqua mi regalavano libri, in casa si parlava di libri. Mia madre era una maniaca dell’ordine fatta eccezione per i libri: potevano essere ovunque, a pacchi, a pile e lei non avrebbe mai protestato.

E quando poi sei diventata adulta?
Anche per il mio lavoro d’insegnante leggevo tanto, tantissimo. Come dirigente scolastico, purtroppo, avevo anche normative da leggere, da imparare, circolari da scrivere… e così riuscivo a dedicare solo il tempo libero alla lettura. Ma ho anche creato biblioteche di classe, biblioteche nelle scuole… Ho perfino inserito i fumetti di Conan il Barbaro per convincere anche i più riottosi che si poteva leggere! E devo dire che hanno funzionato.

Quali letture preferivi ieri e quali oggi?
Stranamente, da ragazzina leggevo Shakespeare e da vecchietta mi sono buttata nella narrativa rosa, quella che per tutta la vita avevo tenuto lontana, un po’ disprezzata.

Come è cominciata la tua avventura nel web?
Intanto ti racconto che un giorno, mentre ancora lavoravo, vado nell’ex Provveditorato per seguire la pratica di pensionamento di una mia insegnante e scopro che… era già pronta la mia! Avrei voluto lavorare per altri due anni e invece ho dovuto smettere a 65 anni. Oddio, ho pensato, e cosa farò da pensionata…? A parte leggere (che improvvisamente non mi sembrava più una meraviglia) e portare a spasso la mia cagnetta Bonnie…? Sono andata in pensione il 1 settembre del 2013 e, credimi, mi sarei uccisa.

Per fortuna al pensiero non è seguita l’azione!
Confesso che ho comprato anche un numero della settimana enigmistica! Ma io le giornate perse non le sopporto, ho bisogno di avere giornate piene. E così ho pensato a Facebook… Lì c’ero già perché avevo un profilo con i genitori dei rappresentanti di classe… Così ho salutato tutti, l’ho chiuso e ne ho aperto un nuovo. Ho cominciato a entrare in qualche gruppo, a partecipare a forum…

Come è avvenuto il passaggio al tuo blog?
Ricordo che sono andata su Google, poi su Blogspot e pianino pianino ho costruito il mio blog “Babette legge per voi” nel quale ho inserito le mie prime recensioni su libri di narrativa rosa. L’ho lanciato il 14 novembre 2013. Poi ho creato anche un gruppo su Facebook e notavo che un pochino alla volta la gente veniva a leggermi… Ricevevo tanti commenti e scoprivo con piacere che trasmettevo sicurezza ai miei lettori. Poi sono venute a farmi visita anche scrittrici che mi scrivevano: “Mi faresti una recensione? Ti mando il libro… Mi faresti un’intervista?” Ecco, tutto è cominciato così.

Insomma, potremmo dire che il tuo blog è stato anche un modo per elaborare il lutto per la fine del tuo lavoro?
All’inizio sì, mi è servito per riprendermi dallo shock. Mi ha aperto la strada verso un’avventura di cui non conoscevo ancora nulla. Ma alla fine, quello che avrebbe dovuto essere solo un divertimento è diventato il mio mestiere. E anche se non posso dire che sia un vero e proprio lavoro – poiché io metto sullo stesso piatto lavoro e remunerazione e questa, di fatto, non c’è – per me l’esperienza del blog è molto importante, soprattutto per la stima che mi viene riconosciuta nell’ambiente della narrativa rosa.

Da dove è nata l’idea di dedicare il tuo blog alla narrativa rosa? E perchè hai scelto il nome Babette Brown?
Galeotta fu una copertina che mi aveva particolarmente interessata, con un uomo bellissimo, discinto… Con allegria mi sono detta “Ma sì, proviamoci!”. E così, dopo aver ben studiato la narrativa rosa, ho lavorato anche per un po’ come recensora di Insaziabili Letture, un grosso, grossissimo forum e blog dedicato a questo genere letterario. Ho scelto Babette Brown perchè sono due nomi ai quali sono molto legata. Si chiamava Babette la mia prima adorata cagnetta e Brown invece l’ho scelto perché tantissimi anni fa raccontavo delle favolette di una semi-umana che si chiamava Puzzina Brown perché non aveva un odore molto gradevole.

Babette in un evento dell’associazione EWWA

Chi sono i tuoi lettori?
Nel tempo, pian piano, le scrittrici sono diventate i miei lettori fissi, ma poi loro numero è salito in modo esponenziale nel giro di pochi mesi. È di poco tempo fa l’iscrizione nel gruppo della 600esima scrittrice. Oggi il mio blog ha 114 lettori fissi e ha raggiunto le 43.000 visite. Senza considerare i numerosi lettori che mi seguono anche sul sito di EWWA per il quale curo la sezione delle interviste.

Come ti arrivano le conferme della tua positiva reputazione?
Te lo spiego con un esempio: mi è capitato di fare un paio di recensioni il cui il voto era, diciamo, negativo. Mi ha sorpreso come hanno reagito le due giovani autrici, che hanno detto: “No, va bene, va bene lo stesso, perché comunque sono stata recensita da Babette.” A me piace spingere gli altri a leggere un libro. Ormai mi dicono: “Se me lo consigli tu, lo compro a scatola chiusa.” È una bella responsabilità, senza dubbio! Ma c’è di più: grazie alla positiva reputazione attraverso il blog è cominciato il mio lavoro di editor. E questo sì, è un vero lavoro.

Quindi, dopo la passione per la lettura è arrivato il momento di quella per la scrittura…
Sì. È successo quando è arrivata una scrittrice che mi ha chiesto: “Puoi leggere il mio libro?” Io l’ho letto e le ho suggerito “…io cambierei questo… e questo…” E lei: “Ma se ti chiedessi di farmi l’editing, me lo potresti fare?” È così che ho cominciato. Il primo editing l’ho fatto gratis, il secondo gratis, il terzo e il quarto gratis, ma al quinto mi sono trovata un regalo inaspettato di cento euro su Amazon (che ho dilapidato nel giro di poche ore acquistando e-book…!)

E così il blog ti ha portato anche lavoro…
Sì, certo, se non avessi aperto il blog il lavoro di editor non sarebbe arrivato. Con le mie recensioni e i miei articoli ho potuto dimostrare come scrivo, e poi i lettori hanno cominciato a chiedermi consigli.

E ora come sta procedendo?
Attraverso il passaparola sono arrivate altre richieste di editing. Ad alcune scrittrici riservo prezzi calmierati perché di soldi ora ne circolano pochi, o perché comunque scrivono bene e così il lavoro è abbastanza limitato. Invece ci sono scrittrici e scrittori che hanno delle belle idee, i personaggi sono belli, la storia tira, ma c’è da fare un editing molto impegnativo, pesante dal punto di vista anche grammaticale, di lessico, di gusto della parola e della frase.

Se dieci anni fa ti avessero detto che un giorno saresti diventata editor…?
Io dieci anni fa stavo studiando come una matta per diventare Dirigente scolastico! E sono stata un buon dirigente scolastico, veramente. Era un lavoro che mi piaceva molto.

Parola nata nel web

Oggi che sei diventata una blogger di successo, cosa consiglieresti a chi vuole aprire un blog?
Avere le idee chiare. Perché apro un blog? Non me lo ha di certo ordinato il dottore. Lo apro se ho qualcosa da dire. Spero poi che qualcuno mi stia a sentire e mi rimandi un feedback su quello che io ho sparso così generosamente nella rete.

Sappiamo in anteprima che il tuo blog cambierà look…
Sì, ora ha bisogno di una veste “professionale”, diventerà un sito con diverse sezioni: ci sarà quella delle recensioni, quella sulle novità, le news e rubriche che affiderò ad altre persone con le quali sono già in contatto. È certamente un passo avanti, ma a me piace rischiare! Sono una pessima giocatrice di poker perché vado sempre a vedere. Ricordo che mio padre mi spennava regolarmente…!

E ora ti chiedo, Babette, cosa serve innanzitutto per trasformare una passione in un lavoro?
Coraggio. E anche un pizzico d’incoscienza, perché questa è l’altra faccia del coraggio. Ma soprattutto fare ciò in cui si crede. Il mio blog, per esempio, ha per me un grandissimo valore perchè impiego bene il mio tempo, ho dei riscontri di stima, anche di affetto da chi mi segue. E tutto questo mi piace immensamente. Per me questo è il valore massimo, al di là del soldo.

Riassumendo: dieci anni fa stavi studiando per diventare dirigente scolastico, ora sei diventata editor e stai lanciando il tuo nuovo sito. E tra dieci anni cosa immagini accadrà?
Tra dieci anni ne avrò 77 e quindi avrò ancora quei 40-50 anni di vita davanti a me! E quindi, bene, aspettiamo l’evoluzione della tecnologia e nel futuro magari andrò in giro indossando gli occhiali di Google, e farò un sito su tutto quello che vedo minuto per minuto della mia giornata di 24 ore… Perché no? La tecnologia, un’altra mia passione, mi è sempre piaciuta, mi ha affascinata. Ricordo il mio primo computer fine anni ottanta, un 386 che mi assemblò un amico che mi disse “si usa così, così, così, così…” e poi sparì. Nella prima settimana al computer scrivevo e mi sparivano i file, scrivevo e mi sparivano i file. Quando riuscii finalmente a salvare il primo con un nome – che allora dovevano essere 8 caratteri e non di più – mi si aprì un mondo davanti… E da allora non ho mai finito di spalancare finestre.
Anna Maria Corposanto

3 Commenti

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3 Commenti

  • Annamaria Lucchese
    24 aprile 2015, 20:47

    Mia cara, è stata davvero una bella chiacchierata.
    Auguri per la tua nuova avventura.

    RISPONDI
  • Viviana Giorgi
    26 aprile 2015, 9:18

    Ho ritenuto spesso il pensionamento l’anticamera del rincitrullimento (per non dire altro), un po’ in stile fantascienza 2022 I sopravvissuti. Ma per Babette devo urlare "W la pensione!", perché, senza pensione, chissà se la comunità romance (o rosa, se preferite) italiana avrebbe potuto conoscere questa donna instancabile e dalla mente vivacissima e contare su di lei.
    Babette, senza saperlo forse, è diventata una colonna per le autrici e le lettrici, una colonna costruita su una preparazione che va ben oltre la narrativa di genere, sul garbo, sulla sincerità, sulla serietà e sulla competenza. E, grazie al Cielo, sull’ironia. E benedetta sia l’ironia, sempre.
    Cara Babette, ti auguro ancor più successo, come blogger e come editor e come tutto ciò che vorrai essere.
    In bocca al lupo.
    Viviana Giorgi

    Ps. Bella intervista. 🙂

    RISPONDI
  • Federica D'Ascani
    26 aprile 2015, 9:39

    Babette, per tutte noi Baab addicted questo è Annamaria, è il chiaro esempio che ci si può reinventare sempre, seguendo le proprie passioni e le proprie pulsioni artistiche. Grande, Baab!

    RISPONDI

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