Paola Vagnozzi della Galaad Edizioni: “Quel giorno che dissi…”

Paola Vagnozzi della Galaad Edizioni: “Quel giorno che dissi…”

In un giorno di primavera del 2006, Paola Vagnozzi disse a Paolo Ruggieri: “Mi piacerebbe aprire una casa editrice” e da quel desiderio è nata la Galaad Edizioni con sede a Giulianova, in provincia di Teramo. Una realtà imprenditoriale che nel panorama delle case editrici italiane si distingue per lo stile e la coerenza dei suoi editori. Ecco la sua storia raccontata da Paola Vagnozzi, che testimonia cosa può nascere dalla condivisione della passione per i libri e dall’impegno di trasformarla in realtà.

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Paola Vagnozzi

Ciao Paola. Ci racconta come e perché avete deciso di fondare una casa editrice?
L’idea di fondare la Galaad Edizioni è arrivata all’improvviso. Da mesi ci interrogavamo sul nostro futuro professionale: io lavoravo senza convinzione in uno studio legale, Paolo, dopo gli studi in Economia e Commercio, aveva concluso da poco una lunga collaborazione con un agente Fifa e insegnava inglese in una scuola privata. Entrambi ci sentivamo al capolinea, delusi e insoddisfatti. Volevamo ricominciare tutto daccapo, magari cercando di mettere a frutto la nostra comune passione per i libri. Un giorno di primavera del 2005, all’uscita di una libreria, mi sfuggì la fatidica frase: “Mi piacerebbe aprire una casa editrice”. Avevo parlato senza accorgermene, come se stessi pensando ad alta voce, ma Paolo ebbe una reazione assolutamente sconsiderata: mi prese sul serio. Il giorno dopo si era già messo all’opera.

E lei, come reagì?
Che dire? All’inizio ero scettica, poi mi sono lasciata travolgere dal suo entusiasmo. Per più di un anno abbiamo raccolto informazioni, consultato librai e stampatori, visitato fiere del libro dedicate alla piccola e media editoria. Nel settembre 2006 abbiamo inaugurato il sito internet. L’avventura era iniziata.

Perché avete scelto il nome Galaad per la vostra casa editrice?
Mentre stavamo disegnando il profilo della casa editrice mi sono imbattuta in un racconto di Erskine Caldwell intitolato Il balsamo di Galaad. Affascinata dalla storia ho scoperto, dopo qualche ricerca, che il Balsamo di Galaad è un arbusto sempreverde noto sin dall’antichità per le sue virtù curative e rigeneranti. logo Galaad EdizioniRichiamarlo nel nome della casa editrice mi è sembrato di buon auspicio.

Quali sono gli aspetti che caratterizzano la Galaad Edizioni?
Una particolare sensibilità per i temi legati alla natura; l’interesse per i libri che indagano il rapporto tra l’uomo e l’espressione artistica; la passione per la narrativa di viaggio e per la letteratura fantastica declinata in tutti i suoi generi: sono queste le coordinate essenziali del nostro percorso editoriale.

Mi chiedo spesso: come pensa un editore? da cosa si fa guidare nelle scelte?
È impossibile ricostruire a posteriori l’infinita varietà di considerazioni che portano un editore a decidere di pubblicare un libro piuttosto che un altro. Certo, un giudizio positivo sulla qualità della scrittura e l’originalità della proposta è l’anticamera di ogni scelta. Interviene poi un quid irrazionale, una specie di innamoramento. Riassumendo, potrei rispondere così alla sua domanda: noi cerchiamo di pubblicare libri che ci piacciono pensando che possano piacere anche ad altri.

E le vostre scelte come si coniugano con le esigenze imprenditoriali?
Naturalmente è necessario far quadrare i conti se si vuole andare avanti senza soccombere. Sono tempi editorialmente difficili – anche se a volte mi chiedo se siano mai esistiti tempi editorialmente semplici. A mio sommesso avviso, se un piccolo editore riesce a esprimere i suoi gusti e la sua personalità nei libri che sceglie di pubblicare, traendo un buon margine di guadagno dalla sua attività, ha già raggiunto un obiettivo di tutto rispetto.

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Paolo Ruggieri

Cosa ha chiesto di mettere in campo il vostro progetto a ognuno di voi due?
Io credo che il mestiere dell’editore richieda un singolare miscuglio di follia e pragmatismo. Sin dal principio eravamo consapevoli che avremmo dovuto impegnarci anima e corpo, senza sconti. Ovviamente nulla di tutto ciò sarebbe stato possibile senza il nostro incontro. Paolo ha tutte le qualità che a me mancano: la capacità organizzativa, un certo spirito imprenditoriale, conoscenze informatiche e di grafica web. Io sono più portata per il lavoro redazionale, quindi preferisco concentrarmi sulla selezione dei manoscritti e la revisione dei testi. In un certo senso ci completiamo, anche se con il tempo ognuno ha cercato di integrare le proprie lacune imparando dall’altro. All’inizio, come spesso avviene nelle case editrici più piccole, ci occupavamo di tutto personalmente; poi, strada facendo, abbiamo selezionato una rete di collaboratori competenti ed esperti che ci affianca in ogni fase della realizzazione del libro, dal manoscritto all’opera finita.

Quanto può essere utile oggi il web per una casa editrice?
In questi dieci anni abbiamo assistito a una turbinosa evoluzione dei nuovi media e ci siamo accorti che la promozione libraria passa sempre di più attraverso questi canali. Rimanere inerti sarebbe stato un comportamento suicida, quindi abbiamo affidato il restyling completo del sito web della casa editrice a un professionista specializzato nella realizzazione di siti internet editoriali. Grazie ai suoi preziosi consigli abbiamo arricchito le informazioni presenti sul sito e agevolato la navigazione, semplificando anche le procedure di acquisto. In secondo luogo abbiamo potenziato la nostra presenza sui social network, cercando un rapporto sempre più diretto con i lettori dei nostri libri. Infine, abbiamo interpellato professionisti specializzati nella promozione libraria in rete. Tutte queste iniziative hanno dato risultati molto gratificanti.

Vi è rimasto tempo per leggere per il vostro personale svago o interesse?
È una questione di energia, più che di tempo: dopo aver letto manoscritti e revisionato bozze per un’ intera giornata, l’ultima cosa di cui senti il bisogno è sederti in poltrona con un libro tra le mani. Meglio un bel film o una passeggiata all’aria aperta. Ma siamo sempre stati lettori forti, e lo siamo ancora. Anzi, il nostro rapporto con i libri è diventato più intenso, più consapevole.

Cosa sta leggendo in questo periodo?
In questo momento sul mio comodino si fanno compagnia quattro libri molto diversi tra loro: Via delle Botteghe Oscure di Patrick Modiano; L’incantatore di Iris Murdoch; Una perfetta stanza di ospedale di Ogawa Yoko; I quaderni di Rembrandt di Josè Jiménez Lozano. Sono una lettrice onnivora, esigente, selettiva e totalmente anarchica: non tollero imposizioni e se un libro mi annoia non esito a piantarlo in asso. Forse non farò l’editrice per sempre, ma non smetterò mai di essere una lettrice, perché quando arrivo all’ultima pagina di un libro che mi ha coinvolto e appassionato provo ogni volta la stessa sensazione: di non aver perso tempo ma di averlo guadagnato, e di aver trovato molto di più di ciò che, consciamente o inconsciamente, avevo cercato.

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