Paul Arden: se non si può fare, fàllo.

Il coworking che Michelangelo Pavia ha creato a Palermo insieme a Giuseppe Castelluccio con neu [nòi] spazio al lavoroe il loro progetto Sementor che aiuta le persone a trasformare in realtà un’idea imprenditoriale, avrebbero fatto felice Paul Arden, il geniale direttore creativo della Saatchi&Saatchi degli anni ’80 che scriveva: “Se non si può fare, fallo. Quello che non fai non esiste.”

Perché quando hai un sogno, una passione non puoi fare altro che rendere possibile ciò che intendi realizzare, costi quel che costi. Diceva infatti Paul Arden:

Paul Arden

“Una nuova idea può essere spiazzante, sciocca o entrambe le cose.
Non la si può giudicare da una semplice descrizione.
Deve essere realizzata o non esiste.
Difficilmente qualcuno accetterà di pagare qualcosa che non riesce a capire, quindi l’unica soluzione è rimboccarsi le maniche e costruirsela da soli.
A qualsiasi costo.
Per farcela dovrai forse implorare, rubare o copiare. Spetta a te decidere come raggiungere l’obiettivo.
L’adrenalina si scarica.
Gli ostacoli aumentano e l’euforia sale.
Se fosse facile, potrebbe riuscirci anche un bambino.
Pensate a Quarto potere, esempio più che perfetto di opera rubata e non commissionata.
Orson Wells, non trovando finanziatori, racimolò una piccola somma per fare il casting.
Supplicò, ottenne prestiti, corteggiò manovalanze e attori finché non accettarono di costruire i set e di girare le prove generali, che alla fine costituirono un buon terzo del film vero e proprio.
IL FILM ESISTEVA.
I finanziatori videro quale sarebbe stato il risultato e concessero i soldi.
Se non lo avesse realizzato contro ogni pronostico, sarebbe rimasto soltanto un’altra delle tante idee lasciate a marcire in un cassetto.”

(da “Non conta volere, ma volere contare.” di Paul Arden, Phaidon edizioni, 2010 www.phaidon.com)

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