Una donna che ha cambiato la mia vita: Caterina Percoto

Una donna che ha cambiato la mia vita: Caterina Percoto

di Elisabetta Feruglio

Schermata 2015-10-30 alle 12.56.38Ho conosciuto anni fa una donna straordinaria: Caterina Percoto, una delle scrittrici più importanti dell’800. Le ho dedicato sei mesi di ricerche nella Biblioteca Comunale di Udine, per il mio dottorato all’Università di Cambridge in Inghilterra. Questo “incontro” ha inciso molto nella mia vita privata e professionale.

Su di lei ho già pubblicato un libro insieme ad Antonia Arslan Caterina Percoto. Novelle scelte, presentato al Festival della Letteratura di Mantova nel 2010, ma è di pochi giorni fa la notizia che a breve un mio testo su Caterina Percoto apparirà anche su un’altra pubblicazione, a cura della Casa delle Donne di Trieste, in occasione del premio Elca Ruzzier.

Chi era Caterina Percoto? La potremmo identificare in diversi modi: scrittrice di novelle, intellettuale, irredentista, ma soprattutto libera professionista – come potremmo definirla oggi. È nata nel 1812 a San Lorenzo di Soleschiano, un piccolo paese vicino a Udine, difficile da raggiungere a causa delle strade poco praticabili e privo di vita intellettuale e culturale. La famiglia appartiene a un’antica casata nobile friulana, i Conti Percoto, e lei è l’unica femmina su dieci fratelli.

Schermata 2015-10-30 alle 13.22.06La sua vita è fatta di studio e scrittura: da sola impara il tedesco e il francese, il latino, la storia, i classici… Quando la madre muore nel 1854, Caterina eredita una grossa fetta delle proprietà terriere della famiglia e, nonostante fosse considerato disdicevole per una donna occuparsene e lei avesse anche la sua produzione letteraria a cui badare, decide di gestirle personalmente, visto che era rimasta l’unica della sua famiglia ad avere la forza di affrontare le numerose difficoltà pratiche.

Per prima cosa Caterina si abbona a diverse pubblicazioni periodiche di stampo liberale dedicate all’agricoltura, alle innovazioni tecnologiche, alla politica e alla scienza. Da qui raccoglie dati, informazioni ma soprattutto si appassiona all’idea di innovare il modo di fare agricoltura, lasciando le vecchie consuetudini ormai poco efficaci. Eccola allora “importare” in Friuli, per la prima volta, le vitelline di razza Swift (che pare fossero le antesignane dell’attuale pezzata rossa friulana), le galline ‘razza America’, ma soprattutto un particolare tipo di baco da seta dalla Transilvania, più resistente al clima umido della zona.

Oggi a noi tutto questo sembra semplice, ma Caterina era una donna sola, in un paese quasi isolato dal mondo. La sua storia è oggi la testimonianza di come si possano affrontare con grande forza d’animo – ma anche humor! – i condizionamenti e gli ostacoli, per costruire la propria vita senza soccombere alle aspettative altrui.

Congresso 2012

Elisabetta Feruglio mentre parla a un Convegno

Conoscere la storia di questa donna fenomenale è un’altra conferma di come tante donne sappiano realizzare i propri sogni malgrado la sorte avversa. Non perdere l’occasione di conoscerla anche tu!

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