Beatrice Angeloni: la Grafologia racconta tutta la nostra vita

Beatrice Angeloni: la Grafologia racconta tutta la nostra vita

Beatrice Angeloni è Grafologa, vive e lavora a Roma. Le sue analisi grafologiche sono molto richieste da giudici, avvocati, agenzie investigative, organizzazioni aziendali, e persone che cercano risposte in momenti decisivi della loro vita.
Dice Beatrice: “ La Grafologia non è solo il mio mestiere, è il mio mondo.”  Un mondo che nasce quando un compagno di scuola le suggerisce un libricino… Da quel giorno Beatrice decide di mettercela tutta, ma proprio tutta, per far convivere la sua passione per la Grafologia con un grande sogno: lavorare in azienda. Come ci è riuscita lo racconta in questa intervista, ricca di energia e spunti da approfondire. Hai cinque minuti da dedicarti? Allora goditi anche tu questa bella lettura.

Ciao Beatrice, parlaci del tuo lavoro.
Ciao, Anna Maria. Sono Grafologa da quindici anni e faccio prevalentemente perizie grafologiche per analizzare la veridicità di firme, documenti, lettere o testamenti, richieste da giudici o avvocati per cause penali o civili. Questa attività di Perito Grafico occupa più del cinquanta per cento del mio lavoro. Il resto lo dedico alle consulenze che mi chiedono agenzie investigative, aziende e privati.

Quindi fai perizie e analisi grafologiche. Ma cosa si scopre attraverso un’analisi grafologica?
È importante premettere che l’analisi della grafia è una disciplina basata su dati scientifici. Si analizzano i segni grafici tracciati da chi scrive con una penna o matita, e non i contenuti di un testo. E la cosa straordinaria è che dalla grafia di una persona possiamo scoprire esattamente la sua personalità, il modo di essere e di pensare, la sua storia personale, perfino traumi e malattie. Tutto.

Beatrice Angeloni, Grafologa

Un esempio che mi aiuti a capire?
Facciamo l’esempio di un biglietto lasciato da una persona deceduta. Per alcune perizie grafiche mi viene chiesto non solo la veridicità della firma o l’autenticità della grafia, ma anche come stava la persona in quel momento tragico. Infatti, l’analisi grafologica permette di avere risposte per ogni indagine o dubbio sul “qui e ora” perché studia le caratteristiche intellettive, il temperamento e le emozioni che una persona vive nel preciso momento in cui ha scritto qualcosa.

Allora è come se la grafia ci scattasse tante foto mentre viviamo la nostra vita?
Esatto. È fondamentale sapere che la nostra grafia cambia così come cambiamo noi. Si trasforma in base agli eventi e a tutte le esperienze che ci trasformano nell’arco della nostra vita.

Incredibile. Ci racconti quando e come sei diventata Grafologa?
Tutto è accaduto per la passione che mi è scoppiata a diciassette anni per la Grafologia. Devi sapere che io ho sempre avuto una grafia bruttissima! Dalle elementari le maestre si dannavano perché scrivevo così male nonostante m’impegnassi a scrivere bene. Questa cosa mi ha perseguitato per tutti gli anni della scuola, fino a quando, nell’ultimo anno di liceo, un mio compagno di classe, che aveva il padre professore universitario di letteratura, mi disse “Lo sai che c’è un libricino a casa di un tizio che a seconda di come scrivi ti dice qual è la tua personalità?”. Il giorno dopo me lo ha portato. Quel libricino era di Girolamo Moretti, fondatore della Grafologia in Italia!

E cosa è successo quel giorno?
Ho avuto una folgorazione! Mi sono follemente innamorata della Grafologia. Allora ho cercato di iscrivermi all’Istituto Grafologico Internazionale Moretti a Urbino, ma non c’era posto. Non mi sono mica arresa, anzi, subito dopo la maturità mi sono iscritta alla Scuola Superiore di Grafologia presso il Seraphicum a Roma.

Avevi già deciso da allora che saresti diventata Grafologa?
No. Sapevo solo che stavo studiando ciò che più mi appassionava, perché nel frattempo coltivavo un grande sogno: lavorare in un’azienda, magari nell’ufficio risorse umane. Per questo motivo  mi sono iscritta a Sociologia indirizzo organizzativo-economico e del lavoro. Ho studiato contemporaneamente Grafologia (per tre anni) e Sociologia (per quattro anni). Ero felice, perché l’una nutriva la mia passione, l’altra il mio bisogno di una rassicurante stabilità.

Una volta laureata sei poi riuscita a trovare un lavoro in azienda?
Sì. E per dieci anni ho lavorato in una società in cui mi occupavo dell’organizzazione del personale. Ma questo sogno realizzato non mi ha mai fatto perdere la passione per la grafologia, anzi! Dopo dieci anni è proprio lei che mi ha consentito di diventare la libera professionista che sono oggi. Appagata e felice.

La tua felicità e il tuo appagamento si percepiscono benissimo, Beatrice…
Sarà perché la grafologia è il mio mondo. Sarà perché mi piace sostenere le persone che cercano la loro strada, o risposte chiare, o un confronto. Spesso lo vivo come un dovere il mettere a disposizione tutte le opportunità che dà l’analisi grafologica. E poi ormai lo penso e dico spesso: la grafologia non è una parte di me, è me.

Toglimi una curiosità, Beatrice: tu sei sposata e hai due figli in tenera età. Quando hai visto la grafia di tuo marito cosa hai pensato di lui? Ti ha condizionato?
Ah, ah, ah… Sì, in effetti gli ho dato una sbirciatina…

In che modo?
La prima volta che l’ho incontrato eravamo in un corso di PNL, Programmazione Neuro Linguistica. Io lo seguivo per l’azienda in cui lavoravo, lui per motivi professionali. Sedeva nella fila davanti alla mia e… bèh, sì, ho allungato uno sguardo sui suoi appunti. Ho visto la sua grafia che aveva caratteristiche che mi piacevano, e quando poi nella pausa caffè lui ha cercato un approccio ho pensato ok, per me può andare… E così per lui la strada è stata tutta in discesa.

E nella tua vita privata, fuori dai contesti di lavoro, come vivi il tuo essere Grafologa?
Te lo confesso: quando conosco persone in ambiti non professionali tendo a non voler vedere la loro scrittura. Perché è come se per me accelerasse tutto, troppo. Invece mi piace avere il tempo di conoscere, scoprire l’altro, di percepirlo. E così, o non dico subito che faccio questo mestiere oppure dico che non mi va, faccio la vaga… A volte per questo dicono che me la tiro… ma non è così. È che ho voglia di non sapere subito, voglio fare conoscenza come si fa normalmente.

Questo mi fa immaginare che con la Grafologia potremmo fare lo spoiler di una nuova relazione…
Bravissima, è così! Io però questo spoiler lo amo solo in ambito lavorativo, ma nella vita privata non mi piace sapere in anticipo com’è fatta una persona. Mi piace scoprirla, ascoltarla, vivere la nostra conoscenza e non sapere già dall’inizio come andrà a finire!

È bello anche questo tuo appassionarti alla narrazione che la persona fa di sé a prescindere da ciò che svela la sua grafia. Posso chiederti ora quali sono i tuoi progetti per i prossimi mesi?
Ho un obiettivo: aumentare le consulenze grafologiche in ambito aziendale perché lavorare in questo ambito mi piace tanto. Sto perfino scrivendo un libro con una collega su questo tema… Poi ho progetti con l’AGI, l’Associazione Grafologi Italiani per la quale sono referente per il Lazio per la Grafologia delle Organizzazioni per il Lavoro, e forse riusciremo a fondare una scuola… Spero.

So anche di un nuovo Laboratorio di Grafologia che farai a Roma…
Sì, l’ho progettato per la società HXO che ha sede in Via Ostiense 30. È un laboratorio dedicato a tutte le persone che vogliono farsi un regalo: scoprire chi sono e cosa possono fare per se stessi con l’analisi della loro grafia, e i principi fondamentali della Grafologia.

Cosa si porta a casa una persona che ti chiede un’analisi grafologica o segue il tuo Laboratorio di Grafologia?
Di sicuro maggiore consapevolezza di se stessa e della vita che sta vivendo in quel momento. È quello che dicono tutti. E poi l’analisi grafologica porta a fare delle scelte.

In che modo?
Ti mette di fronte al nodo, alle difficoltà da affrontare in quel momento, ma anche alle risorse che possiedi per cambiare qualcosa della tua vita, se è quello che vuoi. In fondo l’analisi grafologica è finalizzata al cambiamento: aiuta a conoscersi per cambiare quello che si vuole cambiare. Dà la spinta per mettersi in gioco. E soprattutto lascia tracce dentro l’anima, come la grafia sui nostri fogli.

Grazie, Beatrice.

Anna Maria Corposanto

Vuoi conoscere Beatrice Angeloni? Ecco i suoi contatti: email angelonibeatrice@libero.it – numeri telefono 06-3213318 e 328-4515529. Il suo studio è in Via Marcantonio Colonna, 28 a Roma (vicino la fermata Lepanto della Metro A). Il suo sito (in fase di restyling) è www.improntadelcarattere.com

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